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La Madonna del Soccorso di San Severo: una tesi racconta il culto, la festa e l’identità della città

  • 1 ora fa
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Rosalba Maghernino, giovane laureata sanseverese, autrice di una tesi dedicata alla Madonna del Soccorso e alla Festa del Soccorso di San Severo.

Nei giorni in cui San Severo entra nel tempo più atteso dell’anno, quello che conduce alla Festa del Soccorso, anche il mondo universitario ha rivolto lo sguardo alla devozione più cara alla città.

Rosalba Maghernino, giovane sanseverese, ha conseguito la Laurea Triennale in Lettere e Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Foggia, discutendo una tesi dedicata al culto mariano in Puglia e, in particolare, alla Madonna del Soccorso di San Severo.

Un lavoro che unisce studio, memoria e appartenenza.

Perché la Madonna del Soccorso non è soltanto una figura religiosa: per San Severo è presenza viva, protezione, storia condivisa.

Abbiamo raggiunto Rosalba per farci raccontare il senso della sua ricerca.


Perché hai scelto di dedicare la tua tesi al culto mariano e alla Madonna del Soccorso?

Ho scelto di dedicare la mia tesi al culto mariano perché la devozione alla Vergine Maria è uno degli elementi più forti della spiritualità cristiana. Nel mio lavoro ho cercato di ricostruire questo percorso, partendo dalle origini del culto mariano fino alla sua diffusione in Puglia.

Poi mi sono soffermata sulla Capitanata e sul caso specifico della Madonna del Soccorso di San Severo.

Per me era importante mostrare come la fede non sia mai separata dal territorio. Nel caso di San Severo, la devozione alla Madonna del Soccorso è parte dell’identità della città.


Da dove parte la tua ricerca?

La tesi è strutturata in tre capitoli. Nel primo ho analizzato le origini del culto mariano, partendo dai Vangeli e arrivando al Concilio di Efeso del 431 d.C., quando Maria viene proclamata “Madre di Dio”.

Nel secondo capitolo ho studiato la diffusione del culto mariano in Puglia. La nostra regione, per la sua posizione geografica, è sempre stata un punto di incontro tra Oriente e Occidente. In Capitanata, molti culti mariani nascono da racconti miracolosi, ritrovamenti di immagini sacre e pellegrinaggi.

Infine, nel terzo capitolo, ho approfondito il culto della Madonna del Soccorso di San Severo, che rappresenta il cuore della mia ricerca.


Cosa hai scoperto sul culto della Madonna del Soccorso di San Severo?

Il culto della Madonna del Soccorso risale al 1306, con il miracolo attribuito al religioso Nicola La Bruna. Secondo la tradizione, la Vergine lo guarì e gli chiese di diffondere la devozione con il titolo di “Signora del Soccorso”.

A questo episodio si aggiungono altri racconti miracolosi, che mostrano la Madonna come figura di protezione contro il male. Il culto arriva poi a San Severo grazie agli Agostiniani, presenti in città dal 1514.

Nel 1564 viene portata la statua lignea della Madonna del Soccorso. Da quel momento la devozione comincia a radicarsi sempre di più nella vita religiosa e popolare della città.


Qual è stato un momento decisivo nella storia di questa devozione?

Uno degli episodi più significativi è il miracolo della pioggia del 1761. Durante un periodo di siccità, la Madonna fu portata in processione nelle campagne e, secondo la tradizione, iniziò a piovere.

È un episodio molto importante, perché racconta il rapporto profondo tra la città e la sua Patrona. Un rapporto fatto di fiducia, richiesta di aiuto e riconoscenza.

Il riconoscimento ufficiale arriva nel 1857, quando Papa Pio IX proclama la Madonna del Soccorso Patrona di San Severo.


Nella tua tesi parli anche della festa patronale. Che significato ha?

La Festa del Soccorso unisce due dimensioni: quella religiosa e quella popolare. Da un lato ci sono le celebrazioni liturgiche, la vestizione della statua, le processioni, la preghiera. Dall’altro c’è la città che partecipa, si riversa nelle strade, vive la festa come momento collettivo.

La parte più caratteristica è sicuramente quella delle batterie pirotecniche. Sono fuochi da terra che accompagnano il passaggio della Madonna e rendono la festa unica.


Come hai interpretato la corsa dei fujenti?

I fujenti sono una delle espressioni più forti della devozione popolare sanseverese. Corrono vicino alle batterie non solo per tradizione, ma anche per fede. Nella mia tesi ho interpretato questa corsa come una fuga simbolica dal male e, allo stesso tempo, come un avvicinamento al sacro.

È un gesto intenso, difficile da spiegare a chi non conosce la festa. Ma per San Severo rappresenta appartenenza, memoria e devozione.


Cosa rappresenta oggi la Madonna del Soccorso per San Severo?

Rappresenta un punto di riferimento vivo. La Madonna del Soccorso è protezione, speranza, identità. Il suo culto ha attraversato i secoli e continua ancora oggi a unire la comunità.

La mia tesi vuole dimostrare proprio questo: un culto religioso può diventare parte profonda della storia di un territorio. Può influenzare la vita spirituale, ma anche quella culturale e sociale di una città.


La tesi di Rosalba Maghernino non racconta soltanto una devozione. Racconta San Severo attraverso il suo legame più profondo: quello con la Madonna del Soccorso.

In un tempo in cui molte tradizioni rischiano di essere consumate velocemente, studiarle significa proteggerle. Dare loro parole, ordine, memoria.

La Festa del Soccorso vive nelle strade, nelle processioni, nelle batterie, nei volti dei fedeli. Ma vive anche nello studio di chi sceglie di guardarla con rispetto, riconoscendone il valore storico, religioso e culturale.


Perché la Madonna del Soccorso non appartiene solo al tempo della festa. Appartiene alla storia più intima di San Severo, alla sua voce popolare, alla sua fede, alla sua memoria.

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